Analisi del dato
Brescia tra le città al 95% negli appalti verdi: cosa significa davvero questo numero
Il capoluogo lombardo compare nella lista dei migliori Comuni italiani per il Green Public Procurement, secondo il rapporto di Legambiente

C'è un numero che colloca Brescia in una classifica poco conosciuta ma significativa: il 95%. È la percentuale di applicazione del Green Public Procurement (GPP) raggiunta dal capoluogo lombardo, secondo i dati diffusi da Legambiente e Fondazione Ecosistemi nel IX Rapporto dell'Osservatorio Appalti Verdi.
Insieme a Brescia, hanno toccato la stessa soglia i Comuni di Ancona, Cremona, Ravenna, Rimini e Padova. Un dato che emerge dalla fotografia scattata sull'applicazione, nel 2025, del Green Public Procurement e dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) nelle procedure di appalto pubblico per lavori, servizi e forniture.
Il premio ad Alba e il quadro nazionale
La notizia arriva in occasione della premiazione, avvenuta il 2 luglio a Roma durante la XXXIII edizione di "Comuni Ricicloni", che ha visto Alba ricevere la menzione speciale "Miglior Comune 95% GPP", insieme a Cremona e Ravenna. L'appuntamento, conclusivo dell'Ecoforum nazionale dell'economia circolare promosso da Legambiente, Kyoto Club e La Nuova Ecologia, ha permesso di presentare anche i dati aggregati sull'intero territorio nazionale, in cui Brescia figura tra le eccellenze.
Il Green Public Procurement è lo strumento con cui le pubbliche amministrazioni orientano gli acquisti verso prodotti e servizi a minore impatto ambientale, applicando i Criteri Ambientali Minimi previsti dalla normativa nazionale.
I numeri della ricerca
Nel 2025 hanno risposto all'indagine 531 Comuni italiani, di cui 51 capoluoghi di provincia. L'indice medio nazionale di applicazione del GPP è salito al 57%, in crescita di due punti rispetto all'anno precedente. Il divario resta però marcato: i capoluoghi raggiungono in media il 77% di applicazione, mentre gli altri Comuni si fermano al 55%.
Geograficamente il Nord Italia si confirma l'area più avanzata, seguita da Sud e Isole, mentre il Centro registra le performance più contenute.
Le criticità che restano
Il rapporto non nasconde le difficoltà: nei Comuni non capoluogo i Criteri Ambientali Minimi non sono stati applicati nel 36,5% delle gare analizzate, nonostante l'obbligo di legge. Nei capoluoghi la percentuale scende al 14%, ma nel complesso l'indagine registra ancora un'inadempienza in circa un appalto su tre.
Tra le criticità principali segnalate dalle amministrazioni figurano la necessità di maggiore formazione del personale e la complessità nella predisposizione dei bandi di gara. Sul fronte positivo, la cultura del GPP si sta diffondendo: il 98% dei capoluoghi e l'84% degli altri Comuni la considera ormai uno strumento essenziale per rendere più sostenibili le politiche di acquisto pubblico.
Leggi anche

Calcinato, Poste riaprono ma il Comitato alza l'attenzione sull'emergenza rifiuti e cave

Rubinetti quasi a secco sul Garda: c'è un solo comune bresciano che ha già fatto scattare i divieti antispreeco

L'acqua torna nell'Oglio ma le campagne bresciane bruciano: cosa rischia di sparire


