Salta al contenuto
Ultima ora

Siccità e restrizioni idricheGarda

Rubinetti quasi a secco sul Garda: c'è un solo comune bresciano che ha già fatto scattare i divieti antispreeco

Sulla sponda bresciana scatta l'ordinanza in un solo paese, ma è allarme rosso per l'agricoltura

La Redazione

Illustrazione a corredo: Rubinetti quasi a secco sul Garda: c'è un solo comune bresciano che ha già fatto scattare i divieti antispreeco

L'emergenza idrica torna a fare paura sul lago di Garda. Mentre le temperature continuano a salire e le riserve si prosciugano, la crisi dell'acqua sta spaccando in due il bacino benaco. Se sulla sponda veronese i divieti si stanno moltiplicando per far fronte alla siccità, sulla riviera bresciana la mappa delle restrizioni nasconde una situazione del tutto inaspettata.

Al momento, infatti, si registra un solo comune bresciano che ha deciso di blindare i rubinetti con una stretta rigorosa, nonostante l'allarme diffuso dalle associazioni di categoria per la tenuta dei raccolti.

La mappa dei divieti sulla sponda veronese

La gravità della situazione è certificata dalla decisione della Regione Veneto, che ha già dichiarato lo stato di emergenza regionale per deficit idrico. Sulla sponda orientale del lago diversi sindaci si sono visti costretti a firmare ordinanze restrittive per limitare l'uso dell'acqua potabile per scopi non essenziali.

A Garda, l'ordinanza sindacale numero 51 (attiva fino al 30 settembre 2026) vieta il lavaggio di cortili, piazzali e auto private, così come il riempimento di piscine e fontane senza ricircolo. Inoltre, dalle 7 alle 22, è severamente vietato irrigare prati, giardini e orti. Chi sgarra rischia sanzioni pesanti, con multe che vanno da 25 a 500 euro.

Pubblicità

La Sentinella Bresciana

Provvedimenti del tutto simili, validi sempre fino al 30 settembre 2026, sono stati adottati a Bardolino. Rigidità massima anche a Brenzone sul Garda, dove l'ordinanza numero 70 impone lo stop a ogni uso non necessario al fabbisogno umano fino al 31 agosto 2026. Stesse limitazioni e orari di divieto (dalle 7 alle 22) anche nell'entroterra, a Castelnuovo del Garda, sempre con scadenza alla fine di agosto.

Sponda bresciana: un solo comune corre ai ripari

Sulla sponda bresciana lo scenario appare apparentemente diverso, ma non per questo meno preoccupante. L'unico ente locale ad aver formalmente pubblicato un'ordinanza restrittiva è il Comune di Puegnago del Garda.

Il sindaco Silvano Zanelli ha disposto il divieto assoluto di usare l'acqua potabile dell'acquedotto per irrigare giardini, orti e prati, lavare cortili, piazzali e auto private. A Puegnago la stretta è ancora più severa: il divieto di riempimento e rabbocco si applica a tutte le piscine private, anche a quelle dotate di impianto di ricircolo dell'acqua.

L'allarme rosso per l'agricoltura

Anche se gli altri sindaci bresciani non hanno ancora firmato ordinanze restrittive, la tensione resta altissima. Confagricoltura Brescia ha lanciato un vero e proprio grido d'allarme per denunciare le pesanti ripercussioni sul comparto primario. Le aziende agricole del territorio si trovano in una situazione di forte difficoltà: la scarsità d'acqua sta costringendo i produttori a rinviare le seconde semine, mettendo a serio rischio i raccolti stagionali. Se non arriveranno precipitazioni significative a breve, l'estensione dei divieti d'uso ed emergenza idrica a tutta la riviera bresciana potrebbe diventare inevitabile.

Leggi anche

CAPITALE CULTURA
CAPITALE CULTURA